Tra gli ottimi risultati degli agrumi e le complesse sfide delle drupacee, la stagione ortofrutticola di COAB traccia un quadro di forti contrasti.
Da un lato, la campagna delle clementine si è conclusa come una delle migliori degli ultimi anni, portando risultati economici e prezzi di liquidazione molto soddisfacenti per i soci produttori.
Dall’altro lato, la raccolta delle drupacee ha registrato una partenza in salita, inizialmente compromessa da piogge violente e calibri molto ridotti dei frutti.
“La campagna degli agrumi è stata molto positiva, sul piano commerciale. I prezzi realizzati sono stati più che soddisfacenti, garantendo ottimi ritorni economici ai soci conferitori.
In particolare per le clementine, la stagione 2025/26 è stata tra le migliori dell’ultimo decennio”, spiega il direttore della Op, Francesco Casciaro (nella foto sopra).
“Nonostante l’ottimo risultato commerciale, la produzione complessiva ha risentito dell’incertezza climatica. In alcune aziende, le quantità prodotte si sono dimezzate rispetto all’anno precedente”.
“Per la prossima campagna, nonostante gli sbalzi termici di un mese di maggio caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate che hanno messo sotto stress le piante, la fioritura è stata buona, ma rimane l’incognita della cascola dei frutti che terminerà a metà luglio”.
A differenza degli agrumi, il comparto delle drupacee (pesche, nettarine, albicocche) annovera volumi più contenuti e ha affrontato un avvio di stagione complesso.
“Le principali criticità emerse riguardano le albicocche, per le quali si è registrata una mancanza di produzione importante nella fase iniziale della stagione e danni qualitativi causati da violente piogge; la situazione attualmente si è normalizzata da un punto di vista qualitativo, ma comunque continuerà ad esserci disponibilità limitata”.
“Per pesche e nettarine, invece, il problema principale è stata l’elevata percentuale di frutti di pezzatura ridotta a inizio campagna, anche se le varietà attualmente in raccolta stanno mostrando un progressivo miglioramento dei calibri”, spiega Casciaro.
“Dal punto di vista commerciale, la nostra produzione è destinata quasi esclusivamente alla Grande distribuzione organizzata nazionale, mentre l’export rimane limitato al periodo di giugno dove c’è molta disponibilità di calibri piccoli, che appunto trovano una maggiore richiesta sui mercati esteri”.
Sviluppo varietale: il progetto Ondine La Op sta investendo con decisione nello sviluppo delle nettarine piatte del gruppo Ondine, una linea produttiva che sta assumendo un peso sempre più rilevante all’interno dell’attività aziendale.
“La produzione è infatti in costante crescita e si prevede un significativo aumento dei volumi nei prossimi anni. In questo contesto, COAB, operando in partnership con Greenyard, una delle quattro realtà italiane coinvolte nel progetto Ondine, ricopre anche un ruolo strategico come azienda capofila e centro di lavorazione per il Sud Italia”, conclude Casciaro.